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ragazzoschiava

Moderator


422
# Posted: 30 Oct 2005 16:58:23
Reply 


Siete tutti invitati a postarne se ne avete.

Inizio con uno che forse avrete già letto tutti, molti altri stanno cmq per arrivare.


ragazzoschiava

Moderator


422
# Posted: 30 Oct 2005 17:00:17
Reply 


NON PUOI RIFIUTARE
di ragazzoschiava





Milano, stazione centrale. Afa estiva, quasi nessuno in giro. Io e Giada siamo venuti a prendere i biglietti per le vacanze.

Ci siamo messi in coda ad uno sportello, uno dei pochi aperti.

Ho provato paura e frenesia, non sapevo cosa fare. Accanto alla nostra fila, seduti su un muretto di marmo, quattro ragazzi di colore ci guardavano insistentemente.

Giada portava una polo blu da bambino, che le lasciava scoperta la pancia, una gonna di jeans corta ed a vita bassa, le mutandine bianche le uscivano sul cocige...

...cercai di distrarla dallo sguardo dei ragazzi e le feci notare gli slippini fuori, che mise apposto.

Ma non era quello il problema...

...tra i ragazzi ne riconobbi uno sulla quarantina, pelle molto scura ed una cicatrice sulla guancia che gli davano un espressione molto aggressiva..

...l'avevo pagato qualche sera prima, l'avevo pagato per farsi fare un pompino, e questo era il motivo del mio panico.

Non sono solito avere incontri mercenari, e per la verità era la prima volta. Non ero riuscito a trattenermi. E' da mesi che cerco un Padrone, erano mesi che dialogavo con un Master nel quale credevo ma che poi si è
dileguato per inconprensioni, e mi ritrovavo nuovamente alla ricerca di quel qualcosa che desidero da sempre..

...è frustrante la ricerca. Per questo quella sera, dopo una bevuta con i colleghi, mi ritrovavo a tornare solo in auto percorrendo viale Monza, zona piena di ragazzi di colore che si prostituiscono.

Mi ero fermato tremante ed impaurito, ed una volta caricato in auto scappai subito in una vietta buia per paura che qualcuno passando riconoscesse l'auto.
Inizialmente mi disse che non andava con uomini lui, ed io gli chiesi quanto prendeva...

...30 euro. Ne offrii 100, dicendogli che non poteva rifiutare. Lui accettò, anche se mi sembrava forzato dalla cosa.

Forse non poteva veramente permettersi di non accettare.

Non è stato come volevo, ero troppo impaurito, ma comunque, lo spompinai velocemente appoggiandogli i soldi sulla pancia.

Non disse quasi nulla lui, solo guardandomi mentre succhiavo mi chiese se ero sposato, vedendo la fede, rise per la mia risposta e mi disse di succhiare.

Avevo quindi paura che mi potesse riconoscere ora, li davanti a lui con Giada.
Allontanandomi con lei mi accorsi però che si diressero verso l'uscita, con uno sguardo verso di noi.

Tirai un sospiro di soglievo. Forse non mi aveva riconosciuto, o forse, vedendomi con lei aveva semplicemente capito ed ha deciso di allontanarsi per non crearmi problemi. Ero come rinato, sudavo freddo ma la situazione era salva.
Avevo sottovalutato la comprensione di quell'uomo.

Tornammo in fila, e Giada mi rimproverò per lo sguardo freddo che avevo fatto ai ragazzi.
Mi disse che non dovevo, ai giorni d'oggi uno sguardo del genere non passa inosservato, avevo delineato fastidio per la loro presenza e non le piaceva.

Lasciai che lei si occupasse dei biglietti, io nel mentre mi guardavo attrono con calma, anche se non rassicurato.
Conuinuavo a pensare al perchè si fossero allontanati.

Uscimmo dalla stazzione dalla porta centrale, ed andammo a destra verso il market, Giada aveva sete, io insistetti per andare via subito ma lei non voleva saperne

Arrivati infondo alla galleria, fummo chiamati da una voce che veniva da sinistra...

..erano loro. Erano in gruppo dietro un furgone posteggiato accanto alla parete, ci avvicinammo.

Stavamo per andare da loro, la mia paura era sudore ghiacciato, camminavo dietro Giada che si chiedeva cosa volessero.
Arrivati nell'angolo l'odore di piscio era forte, forse i senzatetto usavano quel posto come bagno..

Uno di loro mi disse "tu stai li".

Fui come pietrificato. Fermo a guardare nella mia impotenza.

Uno di loro disse qualcosa nell'orecchio a Giada, e guardandomi le accarezzo il viso..

Lei rideva ad alta voce. Le parlavano piano, non capivo..

...lei si girò per una frazione di secondo a guardarmi scostandosi con un gesto i capelli via dal viso, era bellissima..

L'uomo che avevo pagato qualche sera prima le tirò una pacca forte sul culo, e lei rise nuovamente.

Non ci credevo...stavo sudando, mi sembrava che tutti li attorno fossero rivolti verso di me, come se avessi un faro puntato contro.
Sentivo il vociare delle persone amplificato...

....ero pietrificato da quello che potessero dirgli, ero pietrificato da lei che rideva e si faceva toccare senza obiettare, ero pietrificato dal me stesso che digeriva la situazione preoccupandosi solamente che nessuno vedesse che ero io,
proprio io con tutta la mia omofobia in una situazione del genere.

Mi dissero di andare più vicino e di inginocchiarmi a terra..
...non so perchè, non obiettai e lo feci.

Non tolsi lo sguardo da loro e solo dopo mi accorsi che nell'abbassarmi avevo messo la mano in una chiazza di urina sull'asfalto..

....ridevano di me, con Giada.
Le risa di lei erano lame dello stomaco...

...l'urina era asciutta, ma aveva l'asciato l'alone, ed il caldo estivo portava il suo odore pungente al mio naso.

Non capivo ancora cosa si dicessero, ma Giada si abbasso a cavalcioni davanti alla patta di uno di loro.
Lui le prese la nuca e mi guardò, tirando fuori a fatica il cazzo dai calzoni.
Era enorme anche se moscio.

Lo schiaffeggio un paio di volte sulle labbra di Giada, e poi la guidò con la mano a farsi leccare dalle palle, risalento sino alla punta.

Lo scappellò con entrambe le mani, la punta usci mentre l'erezione si alzava prepotente. Alla base della cappella c'erano delle escrezzioni bianche, forse sudore e sperma stantii, l'dore doveva essere tremendo.

Lei parti proprio da li, togliendo quello sporco di cazzo con la lingua, girando attorno la cappella, e poi ingoio, inizio a pompare con frenesia.
Gli altri nel mentre estraevano l'uccello palpandola in ogni dove.

Le loro mani nere e sudice la esploravano sotto la gonna, sotto la maglietta.
Le penetravano il culo con le dita per poi portargliele alla bocca piena di cazzo.
Lei leccava, come se io non fossi li.

"guarda frocio come gli piace il sapore di culo alla tua troia"

Non avevo abbastanza occhi....non riuscivo a piangere e non sapevo più doce guardare per curare che nessuno vedesse.
Forse pensavo che se nessuno avesse visto la scena, era come se non stesse accadendo, non so.....pensavo a come salvare la mia stupida faccia da uomo virile che ha successo con le donne.

L'uomo che avevo pagato venne verso di me, avevo sbagliato prima a pensare che mi avesse capito e si fosse dileguato...

...mi sputò in faccia e mi disse di guardare come si fa godere una troia.



Ando verso di lei e si calò i pantaloni, le diede le spalle e con una mano spinse la bocca di Giada a leccargli il buco del culo.

"Lecca puttana, lecca questo buco del culo negro se vuoi il cazzo, perchè lo vuoi il cazzo negro vero?"

"Si, si...."

Sentendo Giada dire di si persi il controllo di me stesso.
Ero impaurito e confuso, ma non riusci a controllare l'erezione che mi venne in quel momento..

....fu la cosa più umiliante, scoprirmi eccitato dalla situazione assurda.

Giada stava succhiando 4 cazzi contemporaneamente.

L'imbarazzo mi alienava dai rumori esterni, facendo si però che io sentissi quasi l'odore forte di quelle cappelle..

Loro non erano vestiti bene, ma non sporchi.
I loro vestiti aveva un forte odore cattivo dei panni lasciati troppo tempo in lavatrice, l'odore di vecchio, di vissuto..

...in un'altra situazione, fantasticando su queste cose, mi sarei visto aiutarla e quasi geloso che tutti quei cazzi fossero per lei..

....ma li era tremendo, e poi lei non sapeva niente della mia indole segreta.

Le dicevano di guardarmi mentre succhiava, e lei lo faceva come divertita, sorridendomi..

...uno di loro le sfilò le mutandine, e lei lo prego perchè la penetrasse..

"lo voglio in sorca diceva"..
"cagna bianca, devi pregarlo il cazzo nero"

..io nemmeno l'avevo mai sentita essere tanto volgare.

"ti piace il cazzo negro è troia?!"
"succhia puttana, fa vedere al tuo frocio succhia cazzi come ti comporti con gli amici negri eh..."

Lei era come infoiata, fuori di se...

....le parole e le volgarità la disinibivano...
....e pensare che io mi sono sempre trattenuto mentre facevamo l'amore, mai volgarità, per rispetto, perchè ero sicuro non le volesse..

...si faceva montare e succhiava con foga, la bava mista al succo di quei cazzi le colava lungo i vestiti cadendo a terra.

Giada era a smorza su uno di loro, vedevo il moto umido di quel cazzo che le apriva le labbra della fica, lei colava succo di godimento che le mani di lui, divaricandola, spargevano sulla sua pelle leggermente abbronzata
luccicando alla vista...

...nel mentre si allontano i due cazzi che aveva in bocca, continuando a menarli, e mi guardò con uno sguardo stralunato, digrignando i denti dal piacere..

"scusa tanto, ma mi devo rifare"

Si misero tutti a ridere, incitandola a proseguire.

"brava la nostra puttana bianca" dicevano.

Uno di loro le venne copiosamente sul viso, cosa che a me aveva sempre negato..

...le spalmava lo sperma sulle labbra, spingendolo in bocca con la cappella,
lei succhiava e ripuliva, già con l'attenzione verso i cazzi che ancora doveva far godere.

L'uomo sotto di lei saltò in piedi, e le spinse il cazzo in gola sino a farle toccare le palle con le labbra..

"lo senti il sapore di fica, troia?"

le venne in gola, rigoli di sborra le colavano dalla bocca, sotto di lei sull'asfalto c'era ormai una pozza di saliva e sperma, nel mentre il più vecchio, forse sulla cinquantina, le schizzava il suo succo di cazzo sugli occhi, lasciandolo colare sul viso..

Mancava, lui, lui che mi aveva riconosciuto e che io avevo pagato.

Spinse Giada vrso il muro, lascindola in ginocchio, lei nel mentre rideva guardandolo dal basso, togliendosi i pezzi densi di sperma dagli occhi e succhiandosi le dita....rideva come una bambina che non sa quello che fa..

...lui si girò verso di me

"vieni qui coglione"

Non seppi obbiettare.
Mi mossi come per inerzia, non sentendo nulla di quello che avevo attorno..

..dal suo sguardo capii non so come che mi dovevo inginocchiare, e lo feci dietro di lui.

Spinse nel profondo la sua minchia nella gola di Giada che sembrava non voler altro che riprendere a succhiare..
..mi prese il capo, e lo spinse forte fra le sue natiche.

"puliscimi il culo frocio, mentre la tua donna si diverte con il mio cazzo negro, non puoi rifiutare"

Uso le parole che gli dissi io qualche sera prima..

Lo feci...

...l'odore era forte. Era sudore, erano feci, il loro retrogusto amaro misto al salato del caldo estivo...
...poi l'odore forte degli abiti, odore di vecchio..

...leccavo quel buco del culo, sentivo i peli riccioli e folti delle natiche sfregarmi sul viso..

...provavo vergogna, rabbia, umiliazione ed eccitamento nello stesso momento...

...mi piaceva....una palla di emozioni dure che quasi mi spingevano a vomitare.

Venne sul viso di Giada, segandosi da solo mentre poggiava le palle nella sua bocca. Lei leccava aspettando che lo sperma colasse sull'asta nera e sulla mano di lui, per poi arrivargli in viso.

Non smetteva di stringermi verso il suo culo, mentre metteva le sue dita in bocca a Giada, la quale ripuliva con avidità.

"spingi quella cazzo di lingua nel buco del culo, frocio"

Se ne andarono senza dire una parola tutti, mentre lui ancora si riallacciava i pantaloni estrasse una banconota da 110 euro dalla tasca
e la usò per ripulire il viso di Giada, spingendogliela in bocca.

Lei stava li, con la banconota in bocca, colante di sperma, le ginocchia rosse e piene di piccoli sassi che gli avevano bucato la pelle a furia di stare in ginocchio.

Sparirono su una macchina.

Noi non ci guardammo in viso...ci rialzammo ripulendoci dal sudicio del terreno.

Giada tornò a casa senza di me, senza dirmi una parola.

non_puoi_rifiutare.jpg
non_puoi_rifiutare.jpg

aldebaran24

Member

15
# Posted: 31 Oct 2005 12:00:21
Reply 


una e-mail per congratularmi del lavoro che stai facendo, non solo per la quantità ma anche per la qualità, grazie.
Sicuramente sarai d'accordo con me che una personalità come la tua incuriosice........ emiliopc@yahoo.it
ragazzoschiava

Moderator


422
# Posted: 13 Jun 2006 02:26:37 · Edited by: ragazzoschiava
Reply 


Il mio ricordo della nostra prima vacanza a scopo sessuale
è un filo di saliva. Un filo di saliva che colava dalle
labbra di uno sconosciuto sulla cinquantina nel buco del culo aperto di Giada.
Era robusto, apparentemente benestante, presentatosi a noi nel pomeriggio
sulla spiaggia, e poi riincontrato la sera nella sala da pranzo
dell'albergo, durante l'aperitivo. Giada sapeva tutto delle mie fantasie cuck,
ma come prima esperienza decidemmo che anche io dovevo essere attivo e partecipe,
un po per introdurci, un po per tutelarci dallo sconosciuto che non
volevamo prendesse subito il comando della situazione senza che sapessimo bene chi fosse.

La scopava con forza nel culo, mentre io ero sotto di lei inerme. I suoi colpi
alle spalle di lei la spingevano avanti portando il suo seno sulla mia faccia,
e facendo scivolare in continuazione il mio piccolo pene
fuori dal corpo di mia moglie.

Ero come impnotizzato da lui, cercavo inconsciamente di guardarlo sempre in viso per
rendermi conto della situazione. Lei ansimava a occhi chiusi mordendosi le labbra dal piacere,
senza accorgersi che oramai la mia presenza era inutile, emozionata e moscia sotto di lei,
le sfregava sul pelo che colava bava di eccitazione.

Cercavo di stringermi la base del pene per avere un accenno di erezione e poter rientare,
speravo che una volta dentro sarei riuscito a gonfiare nuovamente il mio piccolo cazzo,
ma lei era talmente bagnata da rendere ogni tentativo invano. Mi sembrava non si fosse nemmeno
accorta che non riuscivo più ad entrare, ma mi ricredetti subito. Apri gli occhi e mi guardò
dritto in faccia, mentre con il corpo era lei stessa a impalarsi sul cazzo del suo amante.

Mi sputò in faccia e si rivolse a lui: "fagli vedere come chiava un Maschio"

L'uomo le schiaffeggiò le natiche: "lo sapevo che eri una troia, adesso ci divertiamo
con l'aiuto di tuo marito"

Lei continuava a gurdarminegli occhi :"lo vuoi anche tu, vero?"

Pronunciai un si fiebile ed impacciato.

L'uomo girò Giada con il posteriore verso di me, e le divaricò le natiche con le mani.
L' imponente anello d'oro che portava al mignolo le graffio il culo nel movimento, ma lei sembrò non accorgersene.

Ero eccitato e cofuso allo stesso tempo, il mio pene si ritraeva sempre più
nella pelle come quello di un bambino diventanto grinzoso e lasciando uscire qualche goccia di presperma.
nonostante l'assenza di erezione potevo esplodere solo sfiorandomi.

Fece cadere un filo di bava nel culo già largo di Giada e ci infilò il dito medio ed
anulare della mano destra, roteandole in un moto continuo e profondo, per poi tirarne fuori,
come a cucchiaio, la saliva che aveva sputato.

"Vieni qui coglione, assaggia tua moglie"

Giada era in silenzio, il moto del suo corpo che sino a un istante prima aveva ccompagnato le
dita dell'uomo nel suo corpo si arrestò, sembrava in attesa.

Mi avvicinai incredulo di me stesso, e lasciai che lo sconosciuto mi infilasse in bocca le dita con le quali aveva
penetrato mia moglie.

"senti che sapore ha il buco del culo di tua moglie, ha voglia di cazzo, non credi?"

Succhiai a occhi chiusi. Le sue dita erano ruvide, grosse e virili. Il mio pene
iniziava ad eccitarsi nuovamente.

Riprese a sputare nelo sfintere di Giada, questa volta più copiosamente,
allargandole le natiche sino allo stremo.

"Vieni ad assagiare da qui" disse, indicandomi il buco del culo arrossato.

Mi avvicinai a Giada che era ancora in sienzio, e tirai fuori la lingu averso il suo
ano.

L'uomo accarezzò il capo di Giada sussurrandole da vcino: "fai le bolle tesoro"

Capii le sue parole dal movimento del corpo di Giada.

Sentivo il suo ventre spingere mentre il suo buco del culo iniziò a
boccheggiare sotto la mia lingua. Si stava sforzando di petare.

Non avevamomai fantasticato di tali fantasie insieme. Con lei non mi ero mai esposto
completamente, sapeva che volevo vederla con altri ma non che sognavo umiliazione...

...nelle mani di quell'uomo è come se a lei venisse naturale deridermi e umiliarmi
come non avevamo mai detto...


Giada stava petando bolle di saliva sul mio viso, mentre l'uomo le accarezzava il capo.

"Lecca cane, devi sentirla tutta la voglia che ho di cazzo" mi disse lei girado il viso verso di me.
Sprofondai con la lingua nel suo culo mentre petava, mentre mi petava in bocca, mentre mi
rendeva giocattolo del suo divertimento sessuale con un altro uomo.

"Stai lontano dalla fica con quella lingua, la fica di tua mogie è per i Maschi."

La amavo per le sue parole, pe ri suoi occhi, per il gesto d'amore che stava compiento,
e sprofondavo nel suo corpo sperando chenon smettesse.

Lei stessa si penetrava con le dita giocando con la mia lingua, per poi infilarmele in bocca e farmi assaggiare il
sapore del suo culo, il succo della sua voglia.

Mi prese la testa da dietro con una mano e mi spinse tutto il viso fra le sue natiche, senza che lui lo chiedesse.

Strofinava il suo ano su tutot il io viso, sforzandosi di petare.

"Annusa impotente, impara a venerare il corpo di tua moglie nelle uniche parti che puoi toccare"

L'uomo si alz in piedi sopra il io viso: "adesso ci divertiamo troia. adesso tua moglie mi svuota
i coglioni testa di cazzo"

Piegò il suo cazzo eretto verso il basso, puntandolo sulla mia lingua che continuava a leccare Giada e spinse, tenedomi con forza il capo
in quell aposizione.

Le penetrò il culo, sedendosi sulla mia testa. Il cazzo non era lunghissimo ma grasso e venoso. I peli bianchi.
Da prima sforzò per entrare, la pelle si arricciò verso i testicoli sodi e grossi, poi entrò di colpo tutto
facendo dobbalzare Giada che teneva con una mano per i capelli facendole inarcare la schiena.

"reggimi le palle da bravo", disse mentre iniziav a montare mia moglie.

Giada miagolava ad alta voce: "ahh si, siii, ti prego chiavami, scopami, fammi sentire donna davanti a lui, sii"

Io reggevo con le labbra le palle dell'uomo, cercando di guardare verso di lei....vedevo il suo corpo
spingersi sino ai testicoli di lui, chidendo con ogni movimento di esser epenetrato sino infondo.

L'uomo portò i suoi piedi oltre quelli di Giada, sopra di lei, tenendola a pecora, penetrandola con tutta la lunghezza del cazzo.
Le natiche di lui si aprirono così in un istante, e quasi istinticamente mi ritrovai aleccare il buco del culo di questo sconosciuto, questo sconosciuto che stava facendo
godere mia moglie, che si stava scopando il nostro matrimonio, che stava realizzando le mie fantasie.

Leccavo a fondo, strofinavo il viso sul suo culo come per ringraziarlo e pregarlo di non smettere. Stavo gocciolando sperma dal
piccolo cazzo che stava ormai esplodendo nell'inutilità di una sua erezione.

Venne. Venne copiosamente senza uscirle dal culo. Si fermò piano senza uscire, mosso solo da scosse di piacre che scaricavano il
suo cazzo dentro mia moglie. Vedevo piccole gocce di sperma uscire fra le labbra del suo ano dilatato ed il grasso cazzo del benefattore.

Giada si girò verso di lui e si baciarono lasciandomi vedere le lingue che si toccavano, che si incrociavano.

"Mettiglielo in bocca" disse lei.

Fremevo. L'uomo estrasse piano il cazzo ancora eretto, ma che iniziava a ritrrsi leggermente. Era ricoperto di sperma e succo del culo di mia moglie,
un filo di sborra e saliva si strappò lucido dalla cappell aalle natiche di Giada.

Si alzò quasi inpidi per poi riabbassarsi sulla mi abocca apert aal cielo.



"ingoia da bravo il cazzo" disse Giada.

Lo presi in gola. Il sapore di sperma era forte e quasi vomitevole, ma per questo estremamente arrapante.

Più provavo vergogna id me stesso più ero soddisfatto, e più ne volevo.

Spinsi le labbra ad ingoiarlo sino alle palle, siano ad un conato di vomito. Baciai la c
ppella in continuazione, menandolo piano con una mano.

"Basta cane, non sono frocio io" disse l'uomo.

Mi guidò a sdraiarmi a pancia in su sul pavimeto, e prendendo poi Giada pe runa mano la guidò giù da letto in modo legante,
come si fa quando si accompagna una donna elegante a scendere dall'auto.

Giada si teneva l'altr amano sulo sfintere, per non sporcare, venne a posizionarsi sulla mia testa e si chinò a terra
come fanno le donne per far epipì nei campi.....bellissim,a porca ed affascinante. La amo.

Spinse con il ventre, potei vederlo..

"tesoro, tua mogie piscia succhio di maschio dal culo"

Aiutandosi con le dita, penetrandosi, fece colare tutto lo sperma dell'uomo nella mia bocca. Vedevo la fede nuzionale luccicare umida di cazzo,
me la porse alle labbra: "bacia"

Baciai e lecai sperma dal nostro sacro vincolo del matrimonio, esplodevo dalla vergogna contorcendo le mie esili bianche gambe sul pavimento.
Mi verognavo di me stesso ed allo stesso tempoamavo quel senso di disagio.

"Mastica" disse lei, "manda giù e ringrazia chi mi ha chiavata"

Leccavo e bevevo ogni goccia mi veniva portata alla bocca, chiudenod gli occhi dal piacere.

Giada si sedette sul mio vso strofinando fica e culo su tutta la mia faccia che puzzava ora di piacere di donna.

Guidata da lui si alzò su di me, e sforzandosi iniziò a pisciare mentre l'uomo le toccava con prepotenza le natiche
e le leccava avidamente il collo.

L'espressione di lei era un ghigno perverso di una donna che ha ottento ciò che voleva.

L'uomo si sedette sul letto, e lei nuda si mise comoda sulle sue gambe. Si accese una sigaretta.

Era il gesto più affascinante ch epotesse fare, gettare fumo al cielo scambiandosi con lui frasi ch enon potevo capire,
bisbigli nelle orecchie e piccole risatine lanciandomi sguardi quasi di sfida,come una bambina che tiene un segreto che può rivelare.

"adesos il mio tesoro ci fa divertire,non è vero caro?"
"alzati in piedi" disse poi lui.

Lo feci a stento, mi remavano le gambe da'leccitazzione e dalla vergogna.

Ero nudo nella mia magrezza, bianco, pallido , con i testicoli mosci e penzolanti inutili ed inermi attaccati ad un pene piccolo ed inutile, eccitato ma
miseramente moscio e bagnato di sperma non goduto. L'urina salata di Giada mi colava dal viso al petto.

"menatelo" disse lei. "vieniti in mano".

Afferrai il pene..

"ah no.." mi interruppe lei "lo puoi menar esolo fra pollice e indice della mano sinistra. non offendere il mio ospite con stupide velleità, non serve prenderlo a mano piena."

I due ridevano e continuavano a bisbigliare frasi che non potevo capire. Venni dopo due colpi nella mano destra, venni tanto che parte del piacere colò sul pavimeto, e
il pene mi si ritrasse subito come una lumaca.

I due scoppiarono in una risata: "da oggi lo chimamo il fica quella tua piccola minchietta! il mio amore ha il fica fra le gambe."

"Chinati e mangia" disse di colpo diventando fredda.

Lo feci con disgusto e ribrezzo di me stesso, ma con una nuova esplosione di piacere del fica che cercava di erigersi.
Lei riprese a succhiare il cazzo del suo uomo, invitandomi questa volta ad uscire e a lasciarli rilassare senza disturbare.

xxx.jpg
xxx.jpg

ragazzoschiava

Moderator


422
# Posted: 13 Jun 2006 07:33:24
Reply 


bhè la stesura di getto e l'eccitazione fanno bruti scherzi. appena posos lo correggo ed aggiungo qualche dettaglio.
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